Quando si parla di sistemi Pressfitting, la mente va subito ai tubi. In realtà, il vero protagonista dell’affidabilità dell’impianto è spesso meno evidente ma decisivo: i raccordi a pressare. Sono loro che trasformano una tubazione in una rete continua, sicura e duratura, riducendo tempi di posa e rischio di errore rispetto a saldature e filettature tradizionali.
Negli impianti civili, industriali, navali e antincendio, i raccordi a pressare di K-Press rappresentano oggi una delle soluzioni più efficienti per garantire connessioni stabili, certificate e con elevate prestazioni meccaniche. Il tutto con un’installazione rapida e pulita, pensata per il lavoro quotidiano di installatori e progettisti.
Cosa sono davvero i raccordi a pressare
I raccordi a pressare sono componenti metallici progettati con un’estremità sagomata che accoglie un o-ring di tenuta in gomma sintetica. Una volta inserito il tubo fino al punto di battuta, la parte terminale del raccordo viene deformata a freddo con una pressatrice: la macchina stringe il raccordo attorno al tubo, creando una giunzione permanente, non smontabile senza danneggiare i pezzi.
Nel sistema K-Press i raccordi a pressare sono disponibili in un’ampia gamma di diametri, da 15 a 168 mm, e in tre materiali principali: acciaio inox 316L certificato DVGW, acciaio inox 304 e acciaio al carbonio zincato. Questa varietà consente di coprire praticamente ogni tipologia di impianto, dall’acqua potabile ai circuiti industriali, fino ai sistemi sprinkler.
Come funziona la giunzione: doppia sicurezza, meccanica e idraulica
Il principio di funzionamento dei raccordi a pressare è semplice ma estremamente efficace. Durante la pressatura avvengono due deformazioni distinte: una radiale, che comprime l’o-ring nella sua sede e garantisce la tenuta idraulica, e una deformazione della geometria esterna di raccordo e tubo, che li blocca meccanicamente contro lo sfilamento e la rotazione.
Il profilo risultante può essere esagonale o tendere a forme triangolari, ma è sempre uniforme e studiato per sopportare vibrazioni, dilatazioni termiche e sollecitazioni tipiche degli impianti reali. In pratica, ogni giunto diventa un punto forte dell’impianto, non una potenziale criticità.
Vantaggi dei raccordi a pressare di K-Press in cantiere
Rispetto alle giunzioni tradizionali, i raccordi a pressare offrono un pacchetto di vantaggi molto concreto per chi lavora in campo. Non servono fiamme libere, materiali d’apporto, filettature o procedimenti complessi: basta tagliare il tubo, sbavarlo correttamente, verificare la presenza dell’o-ring e procedere alla pressatura.
Questo si traduce in tempi di posa ridotti, minori rischi di incidenti legati alla saldatura, cantieri più puliti e un risultato più omogeneo, indipendente dalla “mano” del singolo operatore. Il sistema K-Press è pensato proprio per rendere la qualità della giunzione ripetibile e controllabile, anche su grandi impianti con centinaia di raccordi a pressare.
Materiali e applicazioni: non tutti i raccordi a pressare sono uguali
La scelta del materiale del raccordo a pressare è strettamente legata al tipo di impianto. I raccordi in acciaio inox 316L, identificati dallo sleeve blu, sono ideali per impianti di acqua potabile grazie all’ottima resistenza alla corrosione e alle certificazioni come DVGW e DM 174/2004. Gli inox 304, con sleeve verde, sono perfetti per impianti di riscaldamento, raffrescamento e acqua non potabile, dove non è richiesta la certificazione per acqua destinata al consumo umano.
I raccordi a pressare in acciaio al carbonio, riconoscibili dallo sleeve rosso, completano la gamma per sistemi di riscaldamento a circuito chiuso e impianti sprinkler, combinando buone prestazioni con un costo più contenuto quando l’acciaio inox non è strettamente necessario. In tutti i casi, pressione fino a 16 bar e temperature fino a 120 °C permettono di coprire un ampio spettro di applicazioni.
O-ring e sleeve: dettagli piccoli che evitano grandi problemi
Nei raccordi a pressare la tenuta dipende in larga parte dall’o-ring. Nel sistema K-Press sono disponibili diversi materiali in funzione dell’uso: EPDM nero per acqua, riscaldamento, raffrescamento e antincendio; FPM/FKM rosso o verde per applicazioni industriali, solari o aria compressa; HNBR giallo per gas. Ogni materiale ha un proprio campo di temperatura e pressione, pensato per garantire sicurezza nelle condizioni previste di esercizio.
Lo sleeve colorato che avvolge l’estremità del raccordo non è solo un aiuto visivo per riconoscere il materiale: durante la pressatura si lacera e cambia aspetto, rendendo immediatamente evidente quali raccordi sono stati effettivamente pressati e quali no. In fase di collaudo, questo consente di individuare rapidamente eventuali giunzioni dimenticate, senza dover controllare una per una tutte le connessioni.
Buone pratiche per installare correttamente i raccordi a pressare
Per sfruttare al meglio i raccordi a pressare è fondamentale rispettare alcune regole di base. Il taglio del tubo deve essere perpendicolare all’asse, evitando utensili che generino calore e deformazioni. La sbavatura interna ed esterna non è un dettaglio estetico: serve a proteggere l’o-ring da tagli e danneggiamenti, una delle cause più frequenti di perdite. Prima dell’inserimento, va sempre verificata la presenza dell’o-ring e il suo corretto alloggiamento.
Anche la scelta di ganasce e catene è cruciale: devono essere idonee al profilo “M” e alla potenza richiesta per il diametro da pressare, evitando strumenti multiprofilo non ammessi. La manutenzione regolare delle attrezzature – pulizia, lubrificazione, controlli periodici – è parte integrante della qualità finale della giunzione e condizione necessaria anche ai fini della garanzia.
Perché scegliere Airnet per i tuoi raccordi a pressare
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